Si è concluso alla Fondazione Sant’Anna e Santa Caterina “Dialogo con la Terra – Una conversazione con… creta”, il percorso esperienziale e creativo alla scoperta del legame tra persona, materia e natura condotto dal professor Paolo Gualandi. 

Il laboratorio avviato nell’autunno scorso ha coinvolto numerosi residenti in un’attività dedicata alla lavorazione della creta e prop

rio nei giorni scorsi il prof. Gualandi ha consegnato ai partecipanti le opere realizzate, dopo averle cotte e completate.

Un momento particolarmente emozionante che ha visto presenti anche altri residenti che non avevano preso parte direttamente al progetto ma che hanno voluto condividere l’epilogo di questa apprezzata edizione.

 

L’incontro è stato anche l’occasione per annunciare ufficialmente che nel futuro prenderà infatti avvio una seconda edizione del laboratorio, offrendo così la possibilità ad altri residenti di partecipare a questa significativa esperienza.

Le opere realizzate saranno inoltre esposte nella Sala Incontri della Fondazione, al piano terra, così da permettere a ospiti, familiari e visitatori di osservare da vicino i lavori creati durante il percorso e di coglierne il valore umano, espressivo e relazionale.

Queste le parole del coordinatore della Fondazione S. Anna e Santa Caterina dott. Armando Tortora: 

“Dialogo con la Terra è stato molto più di un semplice laboratorio artistico. È stata un’esperienza di incontro: con la materia, con se stessi e con gli altri. Attraverso il contatto diretto con la creta, i partecipanti hanno potuto riscoprire gesti antichi e profondamente umani: toccare, modellare, dare forma.

Il professor Paolo Gualandi ha saputo coinvolgere i partecipanti con sensibilità e passione, accompagnandoli in una riflessione sul legame profondo con la Madre Terra e sull’importanza di recuperare una connessione autentica con la natura e con la dimensione più essenziale dell’esperienza umana”.

NUMEROSI I BENEFICI MOTORI E COGNITIVI DEL PROGETTO CON LA CRETA 

Lavorare con la creta ha portato anche una dimensione di calma e benessere: il contatto con un materiale naturale aiuta infatti a rallentare, a ritrovare un ritmo più intimo e personale, favorendo attenzione, presenza e serenità.

In quei movimenti semplici si sono riattivate manualità, concentrazione, memoria ed emozioni. Le mani hanno raccontato storie, gli sguardi si sono fatti attenti e partecipi, mentre il laboratorio diventava progressivamente uno spazio di ascolto, relazione e condivisione.

Il valore più grande di questa esperienza è stato probabilmente proprio questo: offrire agli anziani un’occasione concreta di partecipazione, espressione e bellezza, creando relazioni autentiche e momenti di riconoscimento reciproco attraverso il linguaggio universale della creatività. 

Appuntamento alla prossima edizione del laboratorio e grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo bellissimo progetto.